Dopo una lunga giornata di lavoro molte persone desiderano il divertimento, io invece agogno il dolce far niente. Ero uscito tardi dall'ufficio e lentamente ero arrivato a casa.
La mia aspettativa era piuttosto semplice: birra, divano, tv. Triste? Non per me.
Girai la toppa nella chiave, spinsi la porta, accesi la luce, entrai. Ci fu buio e una scossa come se ci fosse un terremoto. Mi si accapponò la pelle! Sentii una serie di tonfi secchi. Chiusi gli occhi in automatico, neanche mi stessero uccidendo. Ma non mi stavano uccidendo, così potei riaprire gli occhi e quello che vidi aveva qualcosa di bizzarro.
Non ci crederete ma la mia casa era stata girata al contrario. Nel senso che il pavimento era diventato il soffitto e il soffitto il pavimento. Amblivabol!
Sparse sul soffitto (che era adesso il pavimento) c'erano tutte le mie cose mezze rotte: le sedie, gli utensili, ogni oggetto era sul soffitto - pavimento.
Alcuni elementi erano rimasti lì dov'erano, come la cucina per esempio. Ero così stanco che mi stesi per terra, vicino al lampadario, e chiusi gli occhi. Non so quanto rimasi in quello stato.
Al mio risveglio era tutto esattamente come lo avevo lasciato: un casino.
Dovevo fare qualcosa di bello. Iniziai ad accatastare tutte le macerie sotto il frigorifero. Mi sentivo per qualche verso un sopravvissuto. Accantonai macerie come fa un minatore finché la montagnola non fu abbastanza alta da permettermi di arrivare al frigo.
Cautamente aprii lo sportello. Anche lì era un disastro. In quel maledetto marasma trovai però una birra integra. La estrassi come un chirurgo di guerra estrae le schegge delle bombe a grappolo dai corpi malfermi dei soldati.
Scesi dalla montagnola con la mia birra in mano. Scorreggiai, la aprii e ne bevvi un lungo, lunghissimo sorso. La bevvi alla goccia.
Mi sedetti sulla montagnola e feci un rutto dicendo Wyoming. Ero molto soddisfatto e sarei stato abbastanza contento, se non mi fossi trovato in quella strana situazione. Andai in camera e anche lì c'era un gran disordine. Le ante dell'armadio si erano aperte lasciando cadere tutti i vestiti. Il letto era ribaltato di schiena, non mi sarei neanche potuto coricare. Fanculo!
Andai in bagno. A parte i sanitari tutto era cascato. Intravidi lo spazzolino fra le macerie, saponi e bagnoschiuma erano sparsi per terra. Almeno il profumo era buono.
Feci un giro nello studiolo. Tutto per terra, le mie cose lì in disordine. Che tristezza! Ero uscito la mattina lasciando in ordine, perfetto, e ora era il caos.
Avevo bisogno di prendere una boccata d'aria. Mi avviai verso la porta, la aprii e feci il primo passo. Con il secondo effettivamente uscii di casa e, come d'incanto, l'appartamento ruotò di 360° tornando ad essere come era quando l'avevo lasciato la mattina di quel giorno. A parte gli oggetti che sembravano essere usciti da una lavatrice. Era tutto sbriciolato, sembrava una specie di enorme massa di pan grattato.
Rientrai. Si capovolse di nuovo tutto. Era qualcosa di simile a un cubo di Rubick, manovrato da un pazzo probabilmente.
Rimasi in casa, nella casa al contrario. Chiusi la porta e cercai la scopa; avrei voluto pulire ma era un lavoro immane.
Non trovai la scopa. Allora iniziai ad ammassare tutto con i piedi in piccoli cumuli. Sembrava di essere in una favela. C'erano anche dei pezzettini di muro per terra. Evidentemente quando la casa veniva centrifugata perdeva pezzettini.
Andai in bagno, dovevo urinare. Mi sbottonai, mi abbassai i pantaloni, giù gli slip e la feci. Neanche uscì la prima goccia che iniziò ad andare verso l'alto anziché verso il basso.
Non ci stavo capendo più niente, era tutto al oirartnoc, anche le elorap iniziavano a venirmi in etnem al contrario.
Che adrem! Ozzac!
Stavo esrof impazzendo?
Mi stesi a arret e mi addormentai con ibucni bellissimi.