La porta si aprì come per magia al flettere del mio polso. Avevo semplicemente introdotto e girato la chiave nella toppa. Entrai in casa, sospirai e mi tolsi il cappotto. Come un automa andai in bagno a darmi una pulita. Aprii il rubinetto e mi lavai il viso, non avevo affatto voglia di farmi la doccia. Mi sciacquai la bocca con un sorso d'acqua e la sputai nel lavabo.
Mi sentivo proprio bene. Mi asciugai e andai in cucina con l'idea di bere una bella birra congelata. Riuscii a realizzare il mio desiderio. Con la birra in mano andai in sala, mi stesi sul divano e iniziai a sorseggiarla.
Accesi la tv e cominciai a fare zapping. Ero così rilassato che appoggiai la birra a terra e iniziai a sonnecchiare, con la tv che mi coccolava con i suoi dialoghi inutili.
Mi svegliai a causa del rumore del mio stesso russare. Mi resi conto di poter guardare soltanto il muro dietro di me. Cercai di mettermi in piedi ma il mio corpo era un come un blocco unico. Tentai di muovere gambe e braccia e mi resi conto di averne più di quattro, forse una decina?
Ma come poteva essere?
Ad ogni modo, ero sul dorso, pancia e palle all'aria; non riuscivo a girarmi, cazzo! Mi sentivo lo scarafaggio di Kafka; cosa ero diventato in realtà?
Cercai disperatamente di cambiare posizione ma non c'era niente da fare. Fra l'altro avevo perso la percezione di alcune parti anatomiche: il collo, il cazzo e i piedi, per essere preciso.
Ruotavo gli occhi come fossero delle biglie in una lavatrice. Ero un pò stranito. Non sapevo proprio come uscire da sta situazione di merda.
Cercai di azionare gli sfinteri per vedere se ne avevo ancora il controllo; provai a scorreggiare e ce la feci. Benissimo, pensai, il buco del culo almeno funzionava ancora.
Mi concentrai allora sulla bocca. Cercai di parlare, nulla. Cercai di respirare e respirai. Non capivo bene come mai potessi respirare ma non parlare. Cercai di percepire il mio naso ma non ce la feci.
Mi rimanevano da verificare solo le orecchie se funzionavano o meno. Non sapevo come fare. Non si sentiva alcun rumore o forse ero io che non sentivo nulla.
Cercavo di guardarmi da fuori e quello che vedevo era un grosso scarafaggio girato sulla schiena mentre muoveva le tante zampine, muto.
Una scena abbastanza inquietante, direi. Voi che ne pensate?
Capii che sebbene non potessi flettermi, potevo muovermi come fossi un serpente, verso destra e verso sinistra. Era come ballare la salsa ma steso sul divano.
Mi venne da ridere ma non risi, non potevo. Chiusi gli occhi e mi immaginai di scendere dal divano, era strano essere in orizzontale e non in verticale. Il peso era distribuito in un modo che non avevo mai provato prima. Vedevo di fronte a me abbastanza chiaramente; non potevo muovere il collo, però potevo girarmi su me stesso, manco fossi una trottola.
Mi voltai e iniziai ad esplorare la casa. Pensavo di conoscerla in ogni angolo; mi resi conto invece che non l'avevo mai vista da quella prospettiva.
Un'altra cosa mi colpì: non avevo fame, non avevo sete e soprattutto, non avevo voglia di birra. Questo mi infastidiva non poco.
Esplorai l’appartamento andando ad annusare tutti gli angoli. Cercai anche di camminare su un muro ma non ce la feci e cascai sul dorso. E no cazzo! Ero bloccato a pancia in sù impossibilitato a muovermi. Cercai di spostarmi, mossi le zampette, mi dibattei ma niente.
Allora feci una cosa: chiusi gli occhi e iniziai ad immaginarmi sulle mie zampette. Il che mi diede la forza di rimettermi in piedi, tanti piedi. Ripresi ad esplorare. Andai in bagno e la puzza di tubi di scarico mi diede una scossa di adrenalina lungo la schiena, mi sentivo benissimo. Trovai tanti tesori, briciole di ogni tipo e peli di ogni lunghezza, mi sentivo Pinocchio nel paese dei balocchi. Mangiai tutto con foga, tutta quella merda. Amblivabol!
Mi spostai in camera da letto e lì fu il luna park. C'erano così tante palle di polvere che mi ci rotolai beato, era strano come non mi fossi mai accorto di quanta sporcizia ci fosse e per fortuna, pensai. Se me ne fossi accorto, l'avrei tolta e ora non sarei lì a bearmene.
Ero un centopiedi, forse.