Mi trovavo seduto al tavolo in sala da pranzo. Davanti a me una bella birra fredda appena stappata, accanto il mio bicchiere preferito. Lo alzai per vedere in controluce se ci fossero delle velature da lavastoviglie. Il bicchiere era intonso, perfettamente pulito, che goduria!
Guardai la bottiglia e il bicchiere con amore sincero. Li afferrai entrambi, li inclinai leggermente l'uno verso l'altro e iniziai a versare delicatamente il meraviglioso liquido giallo producendo così una leggera schiuma sulla superfice. Sentivo il rumore delicato delle bollicine che andavano ad infrangersi contro la parete vitrea del bicchiere e la cosa mi faceva venire l'acquolina in bocca. Continuavo ad osservarla mentre usciva dalla bottiglia e colmava il bicchiere.
Arrivato all'orlo mi fermai. Avvicinai il capo al bicchiere per sentirne il profumo e subito dopo presi il bicchiere. Lo avvicinai alle labbra e, ad occhi chiusi, come un amante premuroso, ne bevvi lentamente un sorso. Il sapore era delicato e amarognolo. E delizioso.
Staccai il bicchiere dalle labbra e lo appoggiai sul tavolo. In quello stesso istante accadde qualcosa. Aprii gli occhi e lo shock fu totale.
Non mi trovavo più nella mia sala da pranzo ma immerso per tre quarti in uno strano liquido freddo, giallo e con delle bolle che venivano dal basso come fossero delle terme. Era una specie di piscina con delle pareti trasparenti molto spesse. Dove cavolo mi trovavo mica lo sapevo!
Li per lì fu il panico. Dopo un pò mi acclimatai e iniziai a nuotare in lungo e in largo. Sentivo i muscoli dorsali che tornavano a muoversi dopo tanto, ma tanto tempo.
Dopo aver nuotato decisi di fare un'immersione. Andai giù e ancora giù finché non finii l'ossigeno nei polmoni e dovetti tornare in superfice. Poco prima di riemergere presi inavvertitamente un sorso di quel liquido e con mio immenso stupore capii che era birra. Era birra. Mi stavo facendo il bagno nella birra. Amblivabol!
Ne bevvi un altro grande sorso e feci un rutto fragoroso. Ero in un brodo di giuggiole. Continuai a bere e ruttare finché non fui quasi del tutto ubriaco. Rimasi in superfice galleggiando come facevo al mare. Mi risvegliò una certa pressione nella vescica. Praticamente mi stavo pisciando addosso. Non volevo assolutamente farla nella birra perché altrimenti non avrei più potuta berla. Però la voglia di farla era troppo forte. Non sapevo proprio cosa fare.
Iniziai a nuotare però più nuotavo più mi veniva da farla. Così, quasi in autonomia e senza il mio consenso, la mia vescica in accordo con il mio pisello, decisero di liberarsi di quel peso.
La pipì usci delicatamente e si andò a mescolare con la birra. Ero affranto, mi veniva da piangere. Mi venne in mente un pensiero arguto. Se fossi andato parecchio sotto la superfice avrei potuto bere la birra perché la pipì sarebbe stata in superfice. Come facevo a sapere che sarebbe stato così?
Continuai a trastullarmi nuotando in lungo e in largo quando fui assalito da una brutta paranoia: come potevo uscire da quel contenitore pieno di birra? Quel contenitore pieno di birra, quel contenitore pieno di birra, quel contenitore pieno di birra. Continuava a ronzarmi nella mente. Quel contenitore pieno di birra era il mio bicchiere preferito, accidenti! Ma perché non ci avevo pensato prima? Forse perché ero troppo ubriaco.
Mi avvicinai al bordo della mia piscina – trappola - bicchiere del piffero, e cercai di raggiungere il bordo con le braccia. Non ci riuscivo, era troppo alto. Mi resi conto che avevo preso un sorso di troppo. Se solo avessi bevuto un sorso più piccolo dopo aver versato la birra nel bicchiere ora mi sarei potuto arrampicare. Cazzo!
Iniziai, senza quasi accorgermi, a battere la testa contro la parete di vetro, forte, sempre più forte quando, alzando la testa, vidi che si era formata una crepa.
Iniziai a dare pugni su quella crepa fino a sbucciarmi le nocche. Vedevo che la crepa si apriva sempre di più, all'improvviso scese fino al fondo del bicchiere e fui travolto da un'onda anomala di birra. Nel marasma chiusi gli occhi, bevvi birra fino quasi ad affogare, o meglio, birra e piscio. Quando aprii gli occhi mi ritrovai di nuovo seduto sulla sedia, nella mia sala da pranzo, con in mano il mio bicchiere di birra preferito in frantumi, la mano insanguinata e la birra sparsa sul tavolo e sul pavimento.
Rimasi immobile per alcuni istanti. Il sangue della mano si stava mescolando con la birra (e forse con la mia stessa pipì?), un sorriso ebete ed irragionevole mi si stampò sul volto.