Ho un brutto vezzo, anzi direi bruttissimo. Mi capita, di tanto in tanto, di sputare per terra. So che è una cosa disgustosa ma questo non mi impedisce di farlo, purtroppo.
Cerco di non farlo, a volte però questo gesto è cosi spontaneo che lo faccio senza pensarci. Così accadde mentre tornavo a caso dall'ufficio.
A metà strada, quasi senza pensarci, mi girai sul lato sinistro e piazzai un bello sputo grasso sul marciapiede. Quella volta accadde qualcosa che attirò la mia attenzione: lo sputò rimbalzò. Amblivabol!
Rimbalzò come un sasso lanciato ad effetto su uno specchio d'acqua.
Mi sembrò una cosa strana. Guardai il cielo, mi guardai intorno ma non c'era nulla che non andasse nella realtà circostante.
Continuai a camminare pensando di aver semplicemente immaginato quella cosa. Ad un certo punto, nei pressi del cancelletto di casa, mi prese la curiosità.
Raccolsi una rocca corposa e con tutta la forza che avevo la sputai per terra. La rocca schizzò per terra e rimbalzò per alcuni metri.
Pestai a terra per vedere se il cemento avesse una consistenza diversa ma non era affatto così. Allora, pensai, forse era la mia saliva ad avere qualcosa di strano.
E a quel punto lo feci: aprii il palmo della mano destra e ci sputai sopra. Chiusi la mano a pugno per tastarne la consistenza. Era assolutamente normale. Aprii la mano e la odorai. Sapeva di saliva, quello strano odore fra l'acre e il dolciastro.
Niente, mi asciugai la mano sui jeans e rimasi immobile a riflettere.
Non ero convinto di voler rientrare a casa, così feci dietro front e mi avviai verso il primo bar della via, incerto sul da farsi.
Camminando assorto, mi guardai intorno e risputai a terra. Lo sputo continuò a rimbalzare. Questa volta si infranse su un albero, una di quelle grandi querce che c'erano sul viale; la cosa che accadde mi lasciò allibito.
Oltre a rimbalzare sull'asfalto, lo sputo scheggiò la corteccia dell'albero come fosse una piccola lama d' acciaio.
No, non era possibile. Avevo un'arma: lo sputo! Amblivabol! Mi venne d'impeto di sputare addosso a qualcuno per vedere se lo ferivo. Non mi sembrò tanto una buona idea. E poi mi ero già sputato in mano e non mi ero ferito.
C'era qualcosa che mi sfuggiva?
Forse era la forza con cui sputavo che determinava la letalità della mia rocca ... ero indeciso sul da farsi.
Mi sputai forte sulla mano e come per magia apparvero come delle stimmate rosse. La mano iniziò a sanguinare copiosamente come se ci fosse passata una lama tagliante.
Gocciolando sangue dalla mano mi precipitai verso casa per medicarmi; mi veniva stupidamente da ridere, gocciolavo sangue e ridevo, gocciolavo e ridevo.
Arrivai trafelato a casa e dopo essermi medicato andai al bagno come non mi succedeva da anni.
Cercai di non pensare allo sputo-arma che rimbalzava ma non riuscivo ad impedire alla mia mente di tornarci continuamente. Così mi avvicinai a una delle pareti della sala da pranzo e sputai forte a circa mezzo metro di distanza.
Lo sputo rimbalzò sul muro e mi tornò in fronte, sfregiandomi. Ero stato veramente un coglione.
Era una situazione assurda per cui feci l'unica cosa sensata che potessi fare. Iniziai a bere birra gelata dal frigorifero. Bevvi la prima, la seconda, la terza e alla quarta iniziai a sentirmi abbastanza bene.
Lentamente cominciai a ballare, una danza flemmatica che sentivo nella mia testa. Dondolavo la testa e muovevo il corpo come fossi stato morso dalla taranta.
Era piacevole, molto piacevole. Iniziai anche a fare un pò lo stupido. Mimando con la bocca il suono del mitra iniziai a sputacchiare ovunque nella casa: ballavo e mitragliavo, mitragliavo e ballavo.
Esausto mi stesi sul divano, cercai di sputare ancora ma non ne avevo più la forza così chiusi gli occhi e mi addormentai. Mi svegliai frastornato. Il sole era tramontato, ero imbrattato di sangue e saliva. Mi guardai intorno, sembrava esserci stata una rissa in casa mia, maledizione! Mi alzai tremolante dal divano, avevo ricordi frammentati. Pensai di non aver voglia di ricordare, mi sdraiai di nuovo sul divano e chiusi di gli occhi. Dietro le palpebre sognavo di battaglie e mitraglieri.