Casa • 3 min

I muri di una volta non ci sono più

Più era spesso il muro, più era piacevole attraversarlo.

Mi ero chiuso la porta dell'ufficio alle spalle. Che felicità! Ero parecchio stanco e non vedevo l'ora di arrivare a casa. Mi mossi a passo svelto verso il mio appartamento. Quasi non mi resi conto di aver fatto la strada che mi ritrovai davanti al portoncino, evidentemente avevo superato il cancelletto sovrappensiero.

Entrato in casa, accesi la luce e mi tolsi la giacca; andai in bagno a darmi una pulita.

Mentre mi guardavo allo specchio, mi accorsi che la porta del bagno era socchiusa. Strano, io non chiudevo mai la porta.

Dopo aver finito di lavarmi allungai il braccio per aprire la porta. Cercai di afferrare la maniglia, questa mi sfuggì. Come se fosse inconsistente. Come fosse un ologramma.

Ci riprovai. Non riuscivo proprio ad afferrarla. Era come se non fosse fatta di materia, sta cazzo di maniglia. Come avrei potuto aprire la porta se non riuscivo neanche a toccarne la maniglia?

Un pensiero mi colpì come un pugno in faccia. Forse ero io che mi ero dematerializzato. Cercai di toccare le mani le une con le altre ed effettivamente passavano l'una nell'altra. Cazzo, ero diventato una specie di fantasma. Amblivabol!

Con questa assurda idea nella mente mossi i passi verso la porta chiusa e, sblem, ci passai attraverso. Non ci credevo. Però, pensai subito dopo, era una sensazione piacevole. Così con cautela mi apprestai ad oltrepassare il muro. Effettivamente pian piano lo attraversai. Scoprii una cosa strana: più era spessa la superfice tanto più piacevole era oltrepassarla.

Iniziai a spostarmi come un pazzo da una camera ad un'altra, attraverso i muri. Che bella sensazione, difficile da spiegare a parole. Era una specie di piacevole solletichio, quello che ti fa venire un bel sorriso sulle labbra.

Dopo questa euforia mi prese lo sconforto. Mi venne in mente che avrei bevuto volentieri una birra bella ghiacciata ma se non riuscivo a prenderla come potevo berla? Avrei avuto problemi anche ad aprire il frigorifero. Cazzo, cazzo, cazzo!

Comunque volli fare una prova. Mi recai in cucina, rigorosamente attraverso il muro e mi piazzai di fronte al frigorifero. Lentamente allungai il braccio verso la maniglia, come se fosse la cosa più preziosa del mondo. Tac. Mi sfuggii o meglio, la attraversai.

Provai a superare il frigo infilandoci il braccio dentro ed effettivamente lo passai con il solito solletico, dentro però era come se non ci fosse nulla.

Allora infilai la testa nel frigorifero. Era una cosa nuova (come se passare attraverso i muri non lo fosse!), vidi tutto quello che c'era ma da una prospettiva diversa, insolita rispetto a quella consueta. La mia birra era così vicina alla bocca che ne potevo quasi sentire il sapore. Ah!

Allungai la lingua come per leccare la bottiglia, solo che anche la lingua ci passava attraverso, come mani e testa. Non c'era niente da fare insomma. Uscii e rimasi lì, immobile a fissare il frigo.

Non avendo altro da fare iniziai ad ispezionare tutte le superfici della casa passandoci attraverso. Il televisore ovviamente fu il primo oggetto. Passai la testa da parte a parte, ne fui deluso perché non fu entusiasmante come me lo ero immaginato.

Mi stavo annoiando e non riuscivo a tranquillizzarmi. Mi venne in mente di fare un esperimento, disgustoso, lo ammetto.

Mi avvicinai nell'angolo della sala e, abbassatomi pantaloni e tutto il resto, iniziai a spremermi per fare la pipì. Volevo vedere se oltrepassava il muro o lo bagnava come sarebbe accaduto se fossi stato normale. Ma che cazzo! La pipì iniziò a bagnare l'angolo. Mi sentivo un cane. Sentivo anche l'odore acre della pipì stantia e, la cosa peggiore, è che non potevo pulire perché non potevo prendere in mano il mocio.

In casa ormai c’era ben poco da fare per passare il tempo così mi venne in mente di uscire. Sarei potuto entrare nella casa dei vicini per vedere cosa facevano. L'idea era molto intrigante.

Superai il portoncino e mi diressi verso il muretto. Nel momento stesso in cui stavo per attraversarlo avvertii un dolore lancinante al ginocchio, guardai in giù e vidi con stizza che il muretto mi bloccava. Potevo quindi attraversare le cose solo in casa mia. Vaffanculo!

Mi sedetti sul muretto ad osservare quella scorzetta bianca che era la luna.