Mi stavo tuffando dal trampolino della piscina del mio condominio. Il sole alto mi riscaldava la pelle, l'acqua era di un verde cristallino che permetteva di vedere il fondale. Per fortuna! Perché avevo sempre avuto paura dei fondali che non mostravano chiaramente il fondo.
Mi lanciai con il cuore in gola, soffro un pò di vertigini.
L'impatto con l'acqua fu meraviglioso: era fresca e un brivido mi attraversò tutto il corpo. Un secondo brivido arrivò subito dopo ma non era di piacevolezza, era di paura. Qualcosa o qualcuno mi aveva afferrato la gamba in una morsa strettissima e non riuscivo a liberarmene. Speravo fosse uno scherzo di uno dei condomini. La cosa mi portò sotto. Ad essere onesto me la stavo facendo addosso (non ancora in senso letterale). Quando arrivai sotto però trovai ad accogliermi una decina di cernie, con la loro faccia inespressiva, le bocche larghe e le pinne di un colore marrone merda. Amblivabol!
Una di queste mi si avvinghiò intorno alle labbra; in questo modo mi sembrava di poter respirare. Anzi, stavo effettivamente respirando attraverso la cernia. Le altre cernie iniziarono a spingermi portandomi via. Ero un pò imbambolato, pensai che fosse dovuto al poco ossigeno e continuai a farmi sospingere lentamente. Arrivammo nei pressi di un enorme masso piatto dove mi adagiarono. Ero in penombra, tutt'intorno c'era uno strano colore verdino, forse dovuto alle alghe, pensai; sembrava che mi avessero steso lì per prendere il sole però il sole in quel punto arrivava appena.
La cosa strana era esser passato dalla piscina al mare aperto, come poteva essere accaduto?
Ero steso e le cernie mi guardavano. Io le guardavo a mia volta, avevo la mente vuota. Una di loro iniziò a nuotarmi intorno, ebbi l'impressione che stesse danzando, pensai fosse un pensiero stupido. Ad un certo punto mi diede un piccolo mozzico sul collo, temetti che volessero mangiarmi e invece no. La cernia continuava a mordicchiarmi dolcemente e devo ammettere che era piacevole, così decisi di chiudere per qualche istante gli occhi.
Li riaprii. Forse era passato più di qualche minuto; era un pò più buio. Provai a muovermi ma ebbi delle difficoltà: avevo tutte le cernie su di me. Stranamente non avevo più il costume e con l'opacità dovuta all'acqua intravidi una cernia che si muoveva vicino al mio inguine, non riuscivo a capire cosa stesse facendo ma ondulava avanti e indietro con un ritmo cadenzato e continuo. Sentivo un certo calore pervadermi tutto il corpo per cui decisi di chiudere ancora per qualche minuto gli occhi. Mi sveglia in una sorta di trambusto muto, le cernie si muovevano deliranti intorno a me e capii improvvisamente che mi si stavano scopando (perdonate la parola volgare): mi mordicchiavano, succhiavano e mi si strusciavano ovunque. Cioè, dei pesci mi stavano violentando e la cosa strana è che ne ero quasi contento, avevano una delicatezza e una premura che non avevo mai riscontrato nelle donne con cui ero stato. Amblivabol!
Decisero di girarmi di schiena e non potei ribellarmi, una volta girato continuarono a trastullarmi. Sentivo i loro corpi massaggiarmi la schiena e la cosa era piacevolissima.
Le squame erano fredde e morbide, forse un pò viscide ma non mi disturbavano affatto.
Nonostante la piacevolezza, iniziai a chiedermi se mi avrebbero mai rilasciato. Decisi allora di chiudere un pò gli occhi. Addormentandomi pensai che mi avessero rapito per chiedere un riscatto di mille mila esche vive ma non feci in tempo a continuare il pensiero che caddi in una specie di trance vigile. Mi risveglia infreddolito sul bordo della piscina, completamente nudo, la notte limpida era illuminata da una stupenda luna piena.
Mi raggomitolai su me stesso in posizione fetale, leggermente stordito, avrei voluto avere una coperta ma non ce l'avevo. Allora mi alzai in piedi e mi immersi nell'acqua: era tiepida ed era piacevole farsi abbracciare da quelle acque scure. Improvvisamente sentii qualcosa o qualcuno afferrarmi la gamba destra. In quel preciso istante mi tornò in mente quello che avevo vissuto qualche ora prima, no, di nuovo no! La cosa mi portò sotto e una bocca calda mi si avvinghiò sul viso permettendomi di respirare ... La riconobbi, era lei, la cernia. Allungai la lingua d'istinto però non ricambiò, quella maledetta troia di una cernia insensibile non ricambiò il mio bacio!
Cercai di svincolarmi ma sentii le cernie che mi bloccarono, non mi permettevano di muovermi, iniziarono a spingermi verso il largo. Provai di nuovo a ribellarmi ma niente. Fu così che mi lasciai andare, allentai la tensione dei muscoli e mi abbandonai a quelle maledette cernie.